Product Mindset: cosa è, come si sviluppa e qual è il suo impatto

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Redazione -

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Non è una ricetta magica, ma ti permette di capire se stai andando nella giusta direzione.

Guarda agli outcome anziché agli output, mettendo al centro il valore che il prodotto (digitale o no che sia) porta agli utenti.

Non è un processo automatico ma richiede tempo ed esercizio e – soprattutto – una grande flessibilità mentale, capace di accettare deviazioni e cambiamenti prestabiliti.

Il tutto, per portare un impatto reale sulle metriche di prodotto e quindi sui KPI aziendali, creare team produttivi e coesi, aumentando la soddisfazione (quindi referral…) e la fedeltà dei clienti (quindi quindi maggiori ricavi).

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, da oggi non lo dimenticherete più: parliamo del Product Mindset, qualcosa che non si può imparare leggendo libri, ma che si assimila dopo anni di pratica, sperimentazione e lavoro in trincea.

Se ne avete sentito parlare, fate fatica a comprenderlo, o non avete la minima idea di quello di cui stiamo parlando e siete curiosi di saperne di più, abbiamo chiesto a 8 Product Leader con anni di esperienza di prodotto:

  1. Cos’è il Product Mindset e perché può fare la differenza
  2. Si può sviluppare il Product Mindset? Se sì, come?
  3. Quali impatti può avere sull’azienda una mentalità di prodotto?
  4. Conclusioni

Pronti?

Ne parliamo con:

  1. Emanuela Premoli – Product Manager @Klarna
  2. Silvana De Santis – CPO @Matcha
  3. Katia Cassano – Head of Product
  4. Fausto Dassenno – CPTO @Adevinta Italy
  5. Luca Gherardi – Head Of Product @Treatwell
  6. Guido Lonetti – Product Lead @N26
  7. Fabrice Des Mazery – CPO @TheFork
  8. Fausto Maglia – CPO @ Casavo

Product Mindset, cos’è e perché può fare la differenza

Avere una mentalità di prodotto – ed esercitarla quotidianamente – vi permette di propendere verso la creazione di prodotti capaci di portare valore ai vostri clienti. Ma da dove iniziare per pensare davvero come un Product Manager?

Innanzitutto, il Product Mindset:

  • È un approccio, un’attitudine legata alle soft skills che un Product Manager deve possedere;
  • Si focalizza sugli outcome anziché sugli output;
  • Mette al centro il valore che il prodotto apporta agli utenti/clienti;
  • Varia a seconda delle esigenze e della maturità dell’azienda;
  • Si traduce nella capacità di vedere opportunità di miglioramento o soluzioni nuove o migliorative a problemi reali.

Adattare il prodotto attraverso rilasci iterativi

Secondo Emanuela Premoli, Product Manager @ Klarna, il Product Mindset consiste nell’avere un approccio orientato alla creazione di valore per il cliente, mantenendo sempre in mente gli obiettivi aziendali. “Questo significa essere costantemente alla ricerca di feedback e dati a supporto, adattando ed evolvendo il prodotto continuamente attraverso rilasci iterativi. Ci si focalizza sull’outcome anziché sull’output, mantenendo una mentalità flessibile ed evitando di innamorarsi di una singola idea”.

Spirito collaborativo e di sperimentazione

Per Silvana De Santis, CPO @ Matcha, rispondere a questa domanda non è facile. “Forse la mia risposta stupirà un po’, ma non credo che esista un Product Mindset di cui si possa dare una definizione in modo generale. Normalmente, si definisce il Product Mindset in opposizione al Project Mindset, per promuovere un approccio che metta al centro il valore che il prodotto apporta agli utenti. Ciò significa che ci si concentra sui bisogni dei clienti e sui risultati che il prodotto deve generare (outcomes), piuttosto che sulle attività necessarie per realizzarlo (outputs)”.

Purtroppo, le cose non sono così semplici, e il Product Mindset può variare a seconda della maturità dell’azienda, delle esigenze immediate e del contesto.

“Avere un “Product Mindset” significa anche saper selezionare quale problema risolvere, tenendo conto che l’obiettivo finale è quello di migliorare gli outcome aziendali, non solo soddisfare gli utenti. A volte, Product e Project non sono così lontani, ma quello che non bisogna perdere mai di vista è lo spirito collaborativo e di sperimentazione che una visione più orientata al prodotto può apportare. Le idee per delle soluzioni innovanti non verranno mai da una sola persona e non saranno mai efficaci se non vengono validate dagli utenti”.

Soft Skills: dall’emotional intelligence all’accettazione dell’errore

Più di un semplice approccio, il Product Mindset è una vera e propria attitudine per Katia Cassano, Head Of Product. Il Product Mindset si traduce nella giusta attitudine di prodotto che racchiude soft skills quali, ad esempio, flessibilità, curiosità, gestione dell’unknown, accettazione dell’errore, emotional intelligence, empatia”.

Anche per Fausto Dassenno, CPTO @ Adevinta Italy, il Product Mindset è la capacità di vedere, nel mondo attorno a noi, opportunità di miglioramento o soluzioni nuove o migliorative a problemi reali. “Ogni prodotto, fisico o virtuale, ha il solo scopo di risolvere o almeno alleviare un problema di qualcuno o qualcosa. Senza un reale “pain” il prodotto perde di significato. Il Product Mindset è proprio questa capacità di accettare, con umiltà e professionalità, l’incarico di cercare di rendere migliore un qualsivoglia processo umano, e non solo.  I fratelli Wright, nel 1903, ebbero l’intuizione che vi era in effetti spazio per evolvere il modo con il quale le persone si spostavano e per questo disegnarono un “prodotto” per afferrare questa opportunità. Il Product Mindset è proprio questo: cogliere occasioni di miglioramento e disegnare soluzioni ed iterazioni per creare valore”.

Essere pragmatici e proattivi

Dal punto di vista di Luca Gherardi, Head Of Product @ Treatwell, una delle cose più importanti è capire qual è l’obiettivo che si sta che si sta ponendo l’azienda, quindi partire sempre da quello che è l’output.

“Bisogna avere ben chiaro che cos’è l’output, ma anche ad alto livello, senza sapere in che azienda siamo, cosa vogliamo fare. Bisogna che ci chiediamo cosa stiamo facendo, qual è l’obiettivo che ci vogliamo portare a casa. Lasciatemi dire che come come product manager si deve avere la capacità di capire quale possa essere l’output, l’obiettivo di quella azienda.

Altre due cose che secondo me sono complementari sono appunto la capacità di essere pragmatici e la proattività. Come product manager non siamo seduti alla scrivania finché qualcosa da fare ci caschi addosso e la facciamo: dobbiamo essere noi che, attraverso la nostra conoscenza, attraverso l’analisi dei problemi dei consumatori, user interview e dati che ci andiamo ad analizzare (proattivamente ma anche pragmaticamente), andiamo a tirare fuori gli obiettivi da perseguire”.

Non tutte le idee funzioneranno

Avere una buona mentalità di prodotto per Guido Lonetti, Product Lead @ N26, significa sapere che non tutte le idee avranno successo, ma non solo.

“Good Product Mindset for me it’s knowing that not all ideas are going to be successful. So, when you incorrectly know that this is a fact, then everything that you’ll do it’s gonna be driven by this statement, let’s say. So, you’ll treat ideas as hypothesis. You’ll treat deliveries as experiments that you need to validate and you are going to pursue outcomes.

It’s gonna be natural because you change completely the game from I know what to do, I just need to build it fast. I am not sure what is the right thing to do, therefore I need to understand how to do it. But ultimately, the overarching thing that I’m trying to impact is a metric. So I’m going to look for problems that will help me to, to move that metric”.

La capacità di saper tornare al problema, con empatia

Fabrice Des Mazery, CPO @ TheFork, il Product Mindset ha un’eccezione psicologica, o quasi: significa sentirsi a proprio agio, anche nell’errore, sbagliando ma lavorando a soluzioni e sviluppando al contempo empatia.

“Product is about going back to the problem, problem is about developing empathy. I don’t think that people that are non-products are always focused on solutions. I don’t think that people are non-product are lacking empathy.

So, in a way, is it really differentiating us from the others? No. It’s might be traits that we have in the characters, but we share that with a lot of people. So introspect, I would see that. I think Product Mindset is about being comfortable. And this goes against everything we’ve been taught at school.

Usually you raise your hand when you know not when you don’t know, and being comfortable with not knowing and saying, I don’t care about being wrong. My goal is to be wrong as fast as possible. It’s not to be right on the first time. It’s something that is really non-natural for human beings. And this is not natural in our societies, apart from scientists actually.

So sometimes I say maybe we more scientists really that engineers, when people are talking about things, we’re doing engineering. It’s more about not, it’s not even an art of science. It’s more psychology in a way. So yeah, I see being comfortable being wrong and doing that as fast as. It is what product is about. It’s about say, being a master. I think at the end of the day, if you’re not, if you not, don’t become a pm”.

Prospettiva (sempre) customer-centric

Fausto Maglia, Chief Product Officer @ Casavo, infine, elenca quello che per lui è un Product Mindset, focalizzandosi sulla capacità di scomporre i problemi e pensare a soluzioni scalabili (senza mai dimenticare di analizzare i dati).

“Product Mindset è:

  1. Capacità di pensare sempre ai problemi partendo da una prospettiva customer-centric;
  2. Capacità di scomporre i problemi in termini di constraint minimi all’interno di processi/esperienze, ordinandoli per importanza;
  3. Capacità di individuare le input metric che hanno generato un constraint;
  4. Capacità di leggere e analizzare dati;
  5. Capacità di pensare a soluzioni scalabili.

Si può sviluppare il Product Mindset? Se sì, come?

Tutto bellissimo, diremmo. Ma come si fa? Nel focalizzarci sugli outcome, avere una mentalità di prodotto significa capire davvero chi è il nostro cliente. Ma non basta: paradossalmente, sarà fondamentale avete green light da parte di tutto il top management aziendale per attuare quell’approccio di cambiamento reale che può fare la differenza, ma che richiede formazione e tempo, tentativi ed errori.

Trattandosi dunque di un atteggiamento e propensione mentale, sarà necessario esercitarlo – con umiltà e forse un po’ di fatica (almeno iniziale).

Capire chi è il nostro cliente

Secondo Emanuela Premoli per sviluppare la Product Mindset è essenziale iniziare dal capire esattamente chi è il nostro cliente. “Poi diventa fondamentale imparare a focalizzarsi sull’outcome e non sull’output e adottare un approccio iterativo nello sviluppo del prodotto. Piuttosto che costruire piani di mesi, è meglio fare piccoli cicli di rilascio, validarli e adattarsi rapidamente. È importante avere processi di raccolta di feedback e di dati, e una mentalità volta all’esperimento e alla creazione di una cultura collaborativa, in cui gli stakeholder sono coinvolti nel prodotto”.

Last but not least, è importante accettare la flessibilità di deviare dal piano iniziale e dalle scadenze prefissate a favore dell’outcome da raggiungere. Una comunicazione chiara e trasparente è essenziale per evitare frustrazioni.

L’importanza di un’idea condivisa (anche dal Top Management)

Per Silvana De Santis l’unico modo per sviluppare un mindset più orientato al prodotto e una vera collaborazione interna è, paradossalmente, che l’idea venga condivisa e diffusa dal Top management.

“Passare da un modo Project a uno Product, infatti, richiede un cambiamento culturale che non può essere effettuato soltanto da una parte dell’azienda e senza l’appoggio del management. Riflettere in termini di outcome non è un processo intuitivo, né automatico. Ma richiede sforzo e formazione .Per esempio, destinare del tempo alla Product Discovery può essere visto come una perdita di tempo. Discutere con i clienti può essere visto come un modo per chiedere loro delle soluzioni su cosa sviluppare (che è tra l’altro l’errore più frequente). E i risultati del cambiamento culturale non sono mai immediati. Insomma, senza una convinzione forte da parte di tutta l’azienda e una comprensione delle difficoltà, è difficile procedere a un cambiamento di mentalità che non sia frustrante. Una volta presa la decisione, il Master in Product Management di Product Heroes può essere un punto di partenza utilissimo!”.

Allenare il Product Mindset come un muscolo

Anche secondo Fausto Dasseno è possibile sviluppare un Product Mindset, pure da adulti. “Come in tutti i processi umani la propensione per un determinato argomento aiuta, ma l’unica vera strada è fare, fare e fare ancora. Questo comporta sbagliare, mentre si fa. Una persona di prodotto non azzeccherà mai al primo colpo la soluzione ideale me deve avere pazienza e perseveranza per arrivare, tramite iterazioni successive, ad un prodotto che generi o estragga valore. Come ogni muscolo, il Product Mindset, va allenato e va fatta, con umiltà, tanta pratica”.

La pensa diversamente Katia Cassano, secondo cui non basta soltanto il tempo e l’allenamento per ottenere un approccio simile. “È molto difficile da adulto sviluppare una Product Mindset. Si può sicuramente migliorare (se ci sono le basi), ma non svilupparlo: il mindset è un atteggiamento mentale che deriva da valori, bias, esperienze, credenze, eccetera, che iniziano a plasmarsi durante i primi anni di vita”.

Chiedersi (proattivamente) cosa può avere impatto sull’azienda

Anche in questo caso, per Luca Gherardi, è fondamentale puntare sul concetto di proattività. “Provo a chiedermi qual è il business model che sta dietro a una azienda, vado a vedere i bilanci che hanno pubblicato, provo a pensare ad alta voce quali possono essere le strategie di business e cosa potrebbe avere impatto su quell’azienda. Il tutto, senza smettere mai di studiare e allenandosi. Come PM bisogna essere un po’ generalisti. Non bisogna e non si può sapere tutto nello specifico, ci sarà sempre chi saprà più di noi: gli sviluppatori, il reparto finance, chi fa design, chi fa data analytics. Come Product Manager bisogna sempre sapere un po’ di tutto sull’azienda; bisogna provare a essere generalisti“.

Approfondire l’impact mapping e gli opportuniy tree

Per Fausto Maglia è fondamentale studiare, prendendo spunto da libri quali The Goal, Inspired, Hooked, Lean Analytics, The Lean Startup (qui su Product Heroes trovate una ricca libreria dedicata ai Product Manager, vi consigliamo di dare un’occhiata).

“Dedicherei tempo ad approfondire l’impact mapping e gli opportunity tree nello specifico. E poi, sicuramente, è fondamentale esercitarsi ad analizzare e risolvere con queste tecniche i piccoli problemi della vita quotidiana, non necessariamente di prodotto. Uno degli esempi più frequenti che si fa è di solito quello relativo a quantità di volte in cui si fa esercizio fisico in una settimana (input metric) per arrivare a ridurre il peso corporeo (output metric)”.

Quali impatti può avere sull’azienda una mentalità di prodotto?

Sicuramente molti, moltissimi (e praticamente tutti positivi). Oltre ad aumentare la soddisfazione di clienti e la motivazione dei team, una Product Mindset ha il grande beneficio di portare voglia di innovare. Non si tratta indubbiamente di un impatto di cui vi renderete conto nel breve periodo: individuare il problema da risolvere e iterare su una soluzione richiederà tempo e soldi, ma gli impatti saranno visibili e tangibili.

Generare una catena di maggiori ricavi

Per Emanuela Premoli, creare valore per il cliente e iterare costantemente adattando il prodotto porta l’azienda a creare un prodotto di successo e competitivo che soddisfa le esigenze del mercato. “Questo aumenta la soddisfazione e la fedeltà dei clienti, generando a catena maggiori ricavi. Inoltre, la cultura collaborativa e orientata al feedback può portare una maggiore motivazione al team, con conseguente aumento di produttività e voglia di innovare :)”.

Imparare ad andare nella giusta direzione

Per Silvana De Santis, l’impatto, anche se non immediato, è enorme: smettere di consacrare tempo (e quindi soldi) a progetti che non permetteranno all’azienda di avanzare nella giusta direzione. “Il Product Mindset non è una ricetta magica che ti permette di prevedere il futuro, ma permette di capire più velocemente che non si sta andando nella direzione giusta. Una volta individuato il problema da risolvere, sarà molto più semplice trovare e iterare su una soluzione. Al contrario, la migliore soluzione al mondo non sarà mai efficace se il problema che risolve non è quello giusto!”.

Non tutti possono essere dei bravi Product Manager

Definitiva Katia Cassano: “Un giusto PM porta valore al cliente e, di conseguenza, all’azienda. AKA= non tutti possono essere dei bravi product manager😜”.

Parola d’ordine: innovazione

Per Fusto Dassenno, l’impatto di una Product Mindset è sconvolgente. “Ci sono migliaia di esempi di come una intuizione di prodotto diventa un qualcosa di successo che risolve problemi reali e crea “azienda”. Spesso si assumono product manager per fare qualcosa che “il capo” si aspetta: ‘ti assumo per gestire quella parte del mio prodotto digitale’. In realtà noi assumiamo professionisti perché ci insegnino come fare cose nuove, diverse da come le avremmo fatte noi e chissà magari anche meglio. Tutto questo è Innovazione“.

L’importanza di focalizzare le risorse

Conferma i benefici del Product Mindset in azienda anche Luca Gherardi. “Sforzandosi verso gli output in maniera pragmatica e proattiva, l’azienda può solo trarne beneficio, cercando così di focalizzare le risorse (soprattutto quelle scarse) negli output che sono poi quello che fanno davvero la differenza”.

Maggior allineamento, maggior motivazione, maggior impatto = maggior successo

Che la Product Mindset abbia un forte impatto, ce lo conferma anche Fausto Maglia.

  • Maggior allineamento: le capacità elencate sopra permettono di uscire dal dominio delle opinioni per entrare in quello dei fatti dimostrabili e condivisibili
  • Maggior impatto: con un buon Product Mindset si individuano i problemi sottostanti ai problemi che osserviamo e siamo maggiormente in grado di ottenere successi
  • Maggior motivazione propria e delle persone che collaborano con noi: successi più grandi e più frequenti non possono che fare bene alla motivazione propria e dei propri colleghi

Conclusioni

Come avrai letto, le parole chiave che ricorrono sono sempre le stesse: outcome, metriche, impatto, problema, miglioramento costante, centralità dei nostri utenti, fallimenti come opportunità, curiosità, proattività, focus.

Dal nostro punto di vista ciò che racchiude tutte le risposte è un radicale cambiamento del modo in cui solitamente siamo abituati ad agire. Di solito “noi facciamo cose” e poi ci domandiamo che tipo di impatto abbiano avuto le nostre azioni (se ce lo domandiamo…).

Se “fai prodotto” devi imparare a partire sempre dalla fine: prima decidi cosa vuoi impattare e poi capisci cosa devi fare per arrivarci.

Questo semplice switch ti costringerà a stare dentro il problema e ad imparare ad essere a tuo agio nella più totale incertezza. Quando inizierai a muoverti nel nuovo paradigma tutto ciò che raccomandano i nostri eroi nel post che hai appena letto ti sembrerà del tutto naturale (o quasi!).

E tu, che ne pensi? Vuoi raccontarci la tua esperienza? Lasciaci un commento, noi e i nostri eroi saremo pronti a rispondere a qualsiasi tua domanda!

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Le slide sono disponibili per studenti ed ex studenti del Master in Product Management

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