Product Management: come cambia l’approccio in fase di validazione

Scritto da

Redazione -

Il Product Management varia in ogni fase di vita del prodotto.

È una regola “non scritta” di questo mestiere e, in questa Product Pills, Marco Imperato ha descritto come cambia l’approccio di un product manager in fase di validazione.

L’obiettivo principale della validazione è comprendere se e quanto gli utenti sono disposti a pagare per ottenere la soluzione che proponiamo. La tempestività è fondamentale: più rapidamente otteniamo risposte, più sarà alta la possibilità che il nostro progetto raggiunga il successo.

Una stretta collaborazione con gli utenti è essenziale: ascoltarli attentamente e interagire costantemente con loro ci permette di avere informazioni che altrimenti non potremmo ottenere. Tuttavia, questo non basta. Il lancio di un MVP (Minimum Viable Product) e delle sue varianti è altrettanto cruciale per raccogliere feedback preziosi.

L’obiettivo è chiaro: individuare i punti di forza e affinare la soluzione offerta. Raggiunto questo traguardo, il prodotto sarà pronto per intraprendere la fase successiva: la crescita.

Product Management: come cambia l’approccio in fase di validazione

Problem Solution Fit, Product Market Fit e la fase di Scaling

Come cambia l’approccio di un PM in fase di validazione? Tantissimo.

Partiamo dalle tre fasi del prodotto, quindi: Problem Solution Fit, Product Market Fit e la fase di Scaling. La parte di validazione viene prima di quella del Product Market Fit, quindi tipicamente viene identificata tale fase come Product Management in pre-Product Market Fit in cui l’obiettivo è costantemente quello di validare le ipotesi più rischiose del tuo piano.

Quindi, si tratta dell’opposto rispetto a quello che che si legge nei libri di management, perché spesso non si hanno metriche, né un team completo a disposizione.

“È la mia fase preferita, cioè è proprio quello che che a me personalmente piace fare. Quindi stare dentro a un problema e capire se tutto quello che avevamo in testa si può trasformare in un prodotto per cui qualcuno sarà disposto a pagare, oppure rimane soltanto un’ipotesi che era nella mia testa e per quanto tale ha zero valore”.

Per cui, come cambia? La differenza è pre-Product Market Fit rispetto a post-Product Market Fit. Su post-Product Market Fit l’obiettivo è principalmente far crescere il tuo prodotto. Sì, è possibile fare un sacco di esperimenti, tantissime cose diverse, ma bisogna lavorare tantissimo sul team, su come ingrandire il team, perché se vi trovate nella fase di Product Market Fit tipicamente state facendo revenue, quindi potete permettervi di far crescere il team e dovete farlo anche molto velocemente.

Quindi, bisogna dedicarsi molto all’organizzazione, alla definizione di processi e potete anche divertirvi a settare un sacco di regole per lavorare meglio insieme.

Product Management: la fase di validazione

Durante la parte di validazione il vostro obiettivo è quello di validare le ipotesi più rischiose del vostro piano, spesso senza risorse e metriche.

Rispetto alla parte di validazione, in realtà è una bellissima corsa contro il tempo. Si definisce Runway, ovvero “quanto ti resta da vivere come startup”.

Nel gergo startup, si usa “runway” per indicare per quanto tempo un’azienda riesce ancora a sopravvivere. Si basa su quanto la startup ha in cassa e su quanto, ogni mese, questa startup “brucia”;

Per esempio: avete in cassa 100.000 euro come startup; spendete 10.000 euro al mese e la tua Runway è di dieci mesi come manager di una startup; così avreste 10 mesi di Runway non soltanto per validare il vostro prodotto, ma per portarlo ad avere le prime metriche che consentono di avere un round più alto e di andare avanti.

Piccola precisazione: spesso, ma non sempre, nella fase iniziale di una startup il founder o altre persone assumono questo ruolo. Non esiste un manager dedicato. Chiaramente, la validazione non è riferita soltanto a una startup, può essere banalmente anche su delle funzionalità, ma il processo è abbastanza simile, per cui dipende da dalla fase in cui siete: se siete in una fase di idea e quindi di Customer Discovery, di Customer Validation – ovvero una fase totalmente esplorativa -, o sei in una fase in cui hai già un’idea abbastanza chiara e vuoi capire se funziona o meno.

Interview e deliverare MVP

La gran parte del tempo bisogna dedicarlo ai propri utenti, per cui tutta la parte di Interview è un’arma fondamentale. Poi, quello che bisogna fare velocemente è andare a deliverare: quindi, sfornare continuamente MVP o variazione MVP originale, per capire qual è la strada giusta da da intraprendere.

“Non puoi farti tanti scrupoli, devi deliberare software. Lo so, in tutti i manuali si dice che bisogna dedicare tantissimo tempo alla Discovery, ma nella fase di validazione è davvero una corsa contro il tempo”.

Quindi, bisogna validare le ipotesi. Sì, in fase di intervista, ma poi bisognerà vedere se qualcuno è disposto a usare il prodotto e a pagare. Per cui, tipicamente, è un approccio che chiamiamo “da pirata”, che non va troppo per il sottile, parla direttamente agli utenti, fa tantissime attività legate alla diffusione del proprio prodotto.

Ecco, però, il problema principale è capire quando la tua ipotesi è validata; perché un errore che si fa tipicamente è di far coincidere la validazione del prodotto con l’utilizzo del prodotto.

Il consiglio? Il prodotto è “validato” soltanto se un numero minimo di persone è disposto a pagare per quel prodotto.

Il ruolo degli early adopters

Dunque, conviene partire sempre dagli early adopters: loro non comprano il vostro prodotto in quanto prodotto perfetto, ma l’esperienza finale, quindi la soluzione al loro problema.

Perché? Perché il vostro prodotto all’inizio non sarà perfetto, anzi, sarà totalmente imperfetto. Quindi è fondamentale rivolgersi a chi oggi ha quel problema più di altri e sta già investendo tempo e risorse per risolvere il suo problema.

Quindi, non andate a cambiare il comportamento di una persona (che è la cosa più difficile da fare con un prodotto); andate soltanto a dargli un’alternativa che è migliore di quella che sta utilizzando. Ecco perché l’early adopter non compra il vostro prodotto in quanto prodotto perfetto. Sta comprando l’esperienza finale, quindi la risoluzione di un problema.

Soltanto in fase un po’ più avanzata, e dopo questa prima curva di adozione, potrete aggiungere tutto quello che avevate in testa e che renderà il prodotto un successo globale.

Perché, chiaramente, per prendere l’altra parte di utenti, dovrete aggiungere tutto ciò che renda molto più fluido l’utilizzo che fino a quel momento avrete fatto a mano e andare a lavorare su tutti i diversi tassi di conversione.

E tu, che pensi? Come cambia l’approccio del Product Management in fase di validazione, in base alle tue esperienze? Faccelo sapere nei commenti!

Dicci cosa ne pensi

Le slide sono disponibili per studenti ed ex studenti del Master in Product Management

Accedi a "Agile Starter Kit" Gratis

Iscriviti alla newsletter e accedi ad Agile Starter Kit: la cartella che contiene oltre 70 pagine su Agile, Scrum / Kanban, Organizzazione Team, User Story, Backlog, e tutto ciò che ti serve per partire.

Scarica il post sulle alternative a Scrum

Iscriviti alla newsletter e scarica gratuitamente il post "Agile Scrum: Alternative più flessibili e agili"