Essere PM senza background Tech? Sì può – con Alessandro Pacilio, Head of Product @TheDataAppealCompany

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Redazione -

Si può essere PM senza background Tech?

A questa domanda ci ha risposto Alessandro Pacilio, Head of Product @The Data Appeal Company, in una delle nostre Product Pills, il podcast di Product Heroes che in 5 minuti risponde alle domande più votate dalla community e che potete riascoltare qui.

La necessità di avere o meno un background tecnico è un dubbio molto comune tra chi si avvicina per la prima volta al meraviglioso mondo del Product Management. Alessandro Pacilio ci ha risposto alla luce della sua esperienza.

Secondo Alessandro, infatti, non è il background tecnico che fa un buon Product Manager. Naturalmente, al contrario, avere un background tecnico non rappresenta di per sé un limite, anzi! Questa professione viene condizionata in maniera incisiva da altri elementi, per lo più soft skills del PM. Sono queste le competenze che ogni Product Manager mette in campo ogni giorno per portare a compimento la propria mission: realizzare insieme ad altri dei prodotti di successo.

Alessandro Pacilio è Head of Product per The Data Appeal Company, startup Fiorentina che, attraverso l’intelligenza artificiale, si occupa di semplificare e democratizzare l’accesso ai dati, raccolti ogni giorno in diversi contesti. Professionista con oltre 10 anni di esperienza in Travel e Tech, Alessandro è un investitore e advisor per diverse startup italiane ed estere. È stato Head of Product Management per TUI Musement e, per oltre 8 anni, ha avuto la possibilità di mettersi in gioco in un range di ruoli tra Prodotto e Product Marketing a Booking.com.

Da diverse edizioni, è inoltre tra i docenti del Master in Product Management di Product Heroes.

Essere PM senza background Tech?

Un product manager deve per forza avere un background tecnico? Beh, la risposta è brevissima. No.

Non solo non deve, ma non è necessario. Anzi, potremmo dire i Product Manager di maggior successo sono quelli che arrivano da mondi e con background diversi. “Io stesso non ho un background tecnico, non sono uno sviluppatore, non ho mai sviluppato, non ho mai scritto codice. Eppure, sono riuscito a formare una carriera e a lavorare come product manager ormai da qualche anno”.

Si dice anche che il Product Manager sia una professione “accidentale”. Sì, a volte è una cosa che capita, che succede in qualche modo. Adesso le cose stanno un po’ cambiando, anche grazie a Product Heroes esistono dei percorsi di formazione dedicati, ma per molto tempo non esisteva un percorso ben definito per diventare un Product Manager. Si trattava per lo più di qualcosa che a un certo punto succedeva quasi in maniera accidentale. E quindi, per definizione, non c’era nessun background preciso per accedere alla professione.

L’importanza delle soft skill

“Dal mio punto di vista, almeno tre caratteristiche fondamentali sono necessarie per essere un buon PM. Parliamo di quelle che definiamo soft skills. Quindi, delle cose che magari non sono così facilmente codificabili, ma sono comunque molto importanti. E dal mio punto di vista sono l’empatia, la curiosità e il metodo”.

Quindi cosa significa l’empatia? Empatia significa essere in grado di mettersi nei panni di qualcun altro, il che è una caratteristica fondamentale per un product manager: il PM deve essere non solo il campione, ovvero il customer champion dell’utente finale, quindi colui che porta avanti le esigenze e le richieste del cliente finale (e, chiaramente, per fare questa cosa deve essere in grado di interpretare queste richieste, queste necessità, dell’utente finale).

Oltre a essere un customer champion, il PM deve anche avere un’empatia nei confronti dell’azienda, nei confronti di quelle che sono le richieste dei vari team e dei vari stakeholder con cui avrà a che fare.

È chiaramente necessaria una certa curiosità o un’attitudine alla sperimentazione. E questa – sicuramente – è una cosa che alcune persone con un background tecnico hanno per definizione o per formazione, o per attitudine personale.

“Dico sempre che il product manager migliore non è la persona con le migliori risposte, ma è la persona con le migliori domande. Il voler porsi le domande, il porsi un problema, sicuramente è una caratteristica fondamentale di un buon product manager”.

Il metodo

Il terzo punto, poi, è il metodo, ovviamente quello scientifico.

“Io mi sono posto nei panni dell’utente, ho formulato una domanda e adesso devo formulare un’ipotesi. Devo validare se quello che io ho intuito effettivamente aveva senso oppure no. Devo farlo con un metodo, affinché sia replicabile, oggettiva e il più possibile libera da storture. Tutte queste tre cose non sono fondamentalmente collegate ad un background tecnico”.

Come Product Manager, infatti, bisogna essere in grado di far funzionare le cose con un team che è fatto da tecnici. Dunque, bisogna essere in grado di comprendere il linguaggio, di instaurare un rapporto di fiducia e di contribuire in maniera significative e sensata alle decisioni che vengono prese. Una comprensione dell’ambito tecnico sicuramente è molto utile anche per valutare i risultati, le stime che vengono fornite e, in generale, anche per ottenere la fiducia del team.

Si tratta, però, di competenze che possono essere acquisite anche con l’esperienza, e che non sono necessariamente richieste a priori.

“Ora potremmo dire: ok, non è necessario ma effettivamente è utile; è meglio se ho un background tecnico e vado a fare il product manager. La risposta dal mio punto di vista è che è indifferente, sostanzialmente. Ci sono sicuramente dei punti di forza, per esempio: l’attenzione al dettaglio, la capacità di vedere le cose molto da vicino che sicuramente è una cosa utile gestendo magari un un prodotto o un processo complesso. Ma ci sono anche i punti di debolezza. Proprio questa stessa capacità di vedere le cose molto da vicino a volte si traduce in pensare solo in termini di soluzioni e non di problemi. Vedere solo come vengono fatte le cose e non chiedersi perché effettivamente vengono fatte in una certa maniera”.

Conclusioni

Alla fine della costruzione di un buon prodotto, la chiave è fare le cose insieme. Fare le cose coinvolgendo i diversi stakeholder. Il Product Manager deve essere in grado di fare questo, portando insieme la parte del business, quella tecnica, e ovviamente essere la voce dell’utente e farsi, per l’appunto portavoce, delle esigenze. Il tutto, trovando sempre la soluzione migliore ad un problema, ma partendo sempre dal problema.

È ovvio che se svilupperete successivamente delle competenze tecniche sarà sicuramente utile, soprattutto per utilizzare e possedere un linguaggio condiviso che potrà esservi utile giorno per giorno.

Dunque, se siete dei tecnici e volete fare i Product Manager: ottimo, sicuramente portate molte competenze che possono essere molto utili.

Ma, allo stesso modo, se non avete un background tecnico, sappiate che sicuramente potrete diventare PM e che il vostro punto di vista diverso non solo non è una limitazione, ma potrebbe anche essere una grande opportunità per tutto il team.

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One thought on “Essere PM senza background Tech? Sì può – con Alessandro Pacilio, Head of Product @TheDataAppealCompany

  • Elisa Tiseo

    Trovo questo contributo molto interessante e di forte ispirazione. Mi trovo a vivere in un contesto in cui le competenze sono la priorità, ma forse con il limite di concentrarsi troppo sulle competenze tecniche tralasciando le soft skills. Una interpretazione di questo tipo, oltre che di buon senso, mi sembra lungimirante.

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Le slide sono disponibili per studenti ed ex studenti del Master in Product Management

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