E se non rilasciassi mai niente?

Ho tradotto questo articolo, dall’originale di John Cutler, e l’ho pubblicato su Linkedin un paio di anni fa.

L’ho rimosso qualche settimana fa pensando che meritasse un posto migliore e più nobile in cui stare: circondato da suoi simili e la cui rilevanza non morisse dopo 48h.

L’ho riletto tanto volte da quella prima scrittura.

Leggerlo mi aiuta a “rimanere centrato”: a usare la logica invece delle emozioni nel prendere decisioni, che siano di prodotto o meno.


L’ho riletto soprattutto durante il mio primo anno come imprenditore. Non importa se non si tratta di un prodotto pienamente digitale o se adesso sono passato dalla parte oscura (quella imprenditoriale).



Se vuoi fare cose che nessuno ha mai fatto e se vuoi crescere velocemente c’è poco da fare, ogni tanto non saprai come fare e, “pur di fare qualcosa”, rimarrai imprigionato nel mondo delle micro-ottimizzazioni che non muovono mai l’ago della bilancia.

Ti bloccherai in delle sabbie mobili e la tentazione di fare 1000 cose, preso dal panico sarà molto alta. E proprio, come nelle sabbie mobili, più ti muovi velocemente e più affondi, finché hai bruciato tutte le energie e ti lasci affondare.

Fatta questa premessa ti lascio al post e ti consiglio di inoltrarlo al tuo capo o ai tuoi colleghi se in questo momento stai lavorando su funzionalità che sai già che avranno zero impatto.


Facciamo un Esperimento.

Ci stai?

Ipotizziamo che quando sviluppiamo prodotti digitali il miglior approccio sia NON RILASCIARE NIENTE.

Non rilasciare proprio niente?

Sì, nulla.

C’è così tanto focus sul tenere le persone impegnate che tendiamo a lavorare sulle attività a più alta priorità relativa. Non assoluta.

Ovvero: “questa cosa è più importante di tutte le altre in lista”. 

Non ci chiediamo invece se questa funzionalità o incremento che vogliamo sviluppare ha un’alta priorità assoluta.

Sii Sincero: per ogni rilascio ti chiedi davvero se la feature su cui stai lavorando ha un reale impatto sul tuo prodotto o sulla tua azienda?

Questo approccio ci porta a fare delle cose solo perchè sono più più importanti di altre, non perchè siano importanti in assoluto.

Siamo abituati così. Punto.

Il fatto che non si considera mai è che aggiungere funzionalità aggiunge complessità.

La complessità è estremamente costosa.

I costi di sviluppo costituiscono solo una piccola parte.

Devi considerare: costi di supporto, costi di marketing aggiuntivi, formazione aggiuntiva della rete vendita, dipendenze sui prossimi sviluppi, non ultimo il costo-opportunità.

In realtà tu lo sai già che “quella cosa” che vuoi fare, che è più importante di altre, non avrà un impatto significativo.

E allora che fare?

Semplice, devi ottenere maggiori informazioni.

Devi imparare.

E se per imparare non c’è bisogno di sviluppare nulla, meglio!

Invece di soffermarsi sui “quick wins”, impara.

Impara cosa vogliono i tuoi utenti.

Non diventare una fabbrica di feature che non muovono l’ago della bilancia.

Ricordati sempre che l’obiettivo è muoverti in avanti aggiungendo la minor complessità possibile. 

Invece di tenere le persone impegnate, fermati e impara. Itera. Testa velocemente.

Ma non far scrivere codice solo perchè hai degli sviluppatori a disposizione.

E se proprio non sai effettivamente cosa potrebbe avere l’impatto desiderato non è un problema.

Devi solo fare un passo indietro e lasciare le redini ai tuoi Product Manager.

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Credits: John Cutler

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