Discovery VS Delivery, Framework e gestione del team: guida pratica per il PM – con Filippo Ciurria, Sr Growth PM @ODA

Discovery VS Delivery, Framework e gestione del team. Da dove cominciare?
Abbiamo lavorato con Filippo Ciurria, Growth Product Manager @ODA, il grocery norvegese, a una mini guida pratica per il Product Manager che mette al centro soluzioni punk e non convenzionali da poter metter subito in pratica!

Pronti?

Filippo ci guida attraverso approcci non convenzionali e diretti che sfidando le metodologie tradizionali del Product Manager e adottano un approccio agile e flessibile.

Parleremo, dunque, di come affrontare discovery, delivery e framework aziendali con soluzioni atipiche/innovative, mantenendo l’equilibrio (mentale e non 🙂 ) del PM e del proprio team.

Con un background ricco di esperienza nel product management, Filippo è un pioniere nel combinare creatività e pragmatismo per affrontare le sfide dinamiche del settore tech.

Discovery VS Delivery, Framework e gestione del team: guida pratica per il PM – con Filippo Ciurria, Sr Growth PM @ODA

Come organizzare il proprio lavoro tra discovery e delivery, cerimonie e riunioni e mantenere la sanità mentale? Adottando soluzioni punk per sopravvivere!

Cosa sono le soluzioni punk?

Nel mondo del tech, le soluzioni punk sono quegli approcci non convenzionali e diretti che sfidano le metodologie tradizionali. Si tratta di essere agili, flessibili e anche un po’ ribelli. In un settore dove il cambiamento è davvero l’unica costante, le soluzioni punk offrono un approccio semplice, un modo per ridurre la complessità e lavorare su quello che conta davvero.

Discovery VS Delivery

Discovery VS delivery, il più grande dilemma del product manager. Se facciamo troppa discovery siamo sempre in fase di pianificazione, se facciamo troppa delivery, diventiamo una feature factory. Quindi, bilanciare questi due elementi diventa un aspetto fondamentale.

“La mia soluzione punk è quella di affidarsi agli esperimenti. Con questo intendo un uso intenso di MVPs. Minimum Viable Product, che per qualcuno sarà sicuramente un topic controversial, ma che secondo me ha provato più e più volte la sua efficacia. Ma parlo anche di esperimenti come Fake Doors, oppure Wizard of Oz, piccole tecniche che ci permettono di validare in maniera velocissima le nostre idee e le nostre ipotesi”.

Quindi, non abbiate paura di piazzare un bottone che non porta da nessuna parte. Anche solo sapere che la gente è interessata a cliccare su quel bottone vi potrà aiutare a gestire la discovery e la delivery, cercando di concentrarsi sempre su quello che funziona davvero.

Riunioni e cerimonie: altro grande nemico del PM

Nel Product Management, sappiamo tutti che le riunioni possono davvero diventare un ostacolo alla nostra produttività.

“Il mio suggerimento punk lì è di non diventare schiavi delle metodologie o dei framework che vengono utilizzati nelle nostre aziende o su cui ci basiamo per il lavoro di tutti i giorni. Se la vostra metodologia, il vostro framework, si basa su stand up giornalieri che non sembrano portare nessun beneficio al vostro team, non fate gli stand up giornalieri. Piuttosto, mettete un checkpoint a metà settimana e poi aggiustate il tiro in base a quello che funziona per voi e per il vostro team. Inoltre, sentiamo dire che ‘questa riunione poteva essere una mail’. Beh, siate la persona che fa partire la mail piuttosto che l’invito al calendario”.

Fondamentale è cercare di recuperare informazioni o far partire piccole discussioni su Slack o tool simili, prima ancora di creare una riunione e mandare gli inviti. Quindi la soluzione è quella di non diventare schiavi dei vostri framework e soprattutto gli iniziatori del cambiamento.

Equilibrio del PM e del suo team

Ultima, ma non per importanza, la sanità mentale. Come facciamo a rimanere lucidi e freschi mentalmente in un settore così frenetico come quello del Product Management?

“La mia soluzione punk è la terapia di gruppo con i vostri colleghi. Può suonare un po’ stramba come soluzione, ma funziona, ve lo assicuro. L’essere umano ha bisogno di condividere i propri sentimenti, emozioni, frustrazioni e quant’altro. Anche di lamentarsi. Quello che io suggerisco è di ritagliarsi del tempo con i propri colleghi per fare esattamente quello”.

Basta uno spazio sicuro, un’ora ogni due settimane per esempio, dove insieme al team potreste incontrarvi e avere un’agenda libera dove chiunque è libero di arrivare e condividere i propri pensieri, preoccupazioni, sempre nell’ambito lavorativo.

Il tutto perché la maggior parte delle volte i colleghi staranno vivendo emozioni e frustrazioni simili alle vostre e quindi potrete supportarvi l’un l’altro e andare avanti.

“Si tratta di uno dei meeting che tutti noi product manager nella mia azienda aspettiamo con con ansia e con voglia perché ci aiuta proprio a mantenere quella sanità mentale. Quindi la mia soluzione paunk è la terapia di gruppo, con i vostri colleghi. Provateci!”.

E voi, avete mai adottato soluzioni punk per sopravvivere nel fantastico mondo del Product Management?
Fatecelo sapere nei commenti 😉

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Le slide sono disponibili per studenti ed ex studenti del Master in Product Management

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