Dall’MVP al Serie C: la crescita tecnologica di Casavo dal punto di vista di un early joiner

Che avventura!

Quando mi sono unito a Casavo e al suo team marketing nel gennaio del 2018, l’azienda stava lavorando su quello che nella sostanza era un complicatissimo MVP.

In quel periodo, Casavo aveva già ricevuto il suo round pre-seed ed era a qualche mese di distanza dall’ottenere il seed. Le cifre sul tavolo erano molto distanti (decisamente più alte) di quelle che ricevevano mediamente le startup italiane in quella fase di crescita ma, nonostante ciò, Casavo era ancora praticamente un prototipo, condizione dettata dal modello di business.

Per chi opera nel fintech, per esempio, è abbastanza facile (e veloce) arrivare a centinaia o a migliaia di transazioni e questo permette di effettuare rapide iterazioni di prodotto e molti test. Ma se il business in cui operi è incentrato sull’acquisto e la vendita di proprietà immobiliari e specialmente se stai iniziando da zero, è tutta un’altra faccenda. Possono volerci mesi o anche anni per raggiungere il traguardo delle 100 transazioni e per decidere che l’investimento in tecnologie dedicate è giustificato dalla reale opportunità di far scalare il business, e questo è dovuto alla quantità di datapoint e conoscenza del mercato che soltanto il tempo può fornire. Giorgio, il nostro CEO, ripeteva spesso che eravamo giovani, ingenui e senza un soldo.

All’epoca Casavo faceva affidamento su una manciata di ragazzi che passavano le proprie giornate a cercare opportunità nel mercato immobiliare, a parlare con gli agenti immobiliari, a costruire relazioni, ma soprattutto che sfruttavano ogni occasione per generare del valore dalle poche (poche considerando il tipo di business) risorse a disposizione. Fu soltanto poco dopo il mio ingresso in azienda che il primo pezzetto di tecnologia venne veramente implementato.

Fiat AVM

Fino a quel punto, i clienti potevano fare sostanzialmente una cosa soltanto, e non si trattava di niente di eccezionale: il nostro website offriva l’opportunità di inserire le informazioni riguardo a un un’unità immobiliare residenziale e di richiedere un’offerta. Giusto per chiarire: tutto ciò che avevamo era un form con una value proposition nuova sul mercato che prevedeva l’acquisto dell’immobile da parte nostra in soli 30 giorni.

Fu all’inizio del 2018 che mettemmo a disposizione per la prima volta sul mercato italiano uno strumento per ottenere valutazioni di immobili residenziali in tempo reale e senza alcun tipo di vincolo. Non eravamo ancora in grado di offrire un servizio al 100% proprietario e facevamo affidamento al supporto di terze parti. Oggi le nostre valutazioni derivano interamente da tecnologie proprietarie, ma è così che abbiamo iniziato.

Poco dopo, il nostro team di investimenti immobiliari non era più in grado di gestire il database di unità immobiliare con le soluzioni rudimentali del tempo ed è così che vide la luce il nostro primo strumento per la gestione delle attività transazionali dell’azienda: un semplice insieme di interfacce che permetteva ai miei colleghi e compagni di viaggio di conservare documenti e informazioni senza rischiare continui crash del software. Era una soluzione tattica per un problema molto urgente. Nel caso in cui tu sia sorpreso, ci tengo a ricordare che abbiamo iniziato quasi senza un euro.

Dal PROPtech al PROPTECH

È stato all’inizio del 2020, in seguito al round di finanziamenti Serie B, a un po’ di errori e a una riorganizzazione interna che le cose hanno iniziato a cambiare. A quel tempo il numero di persone dedicate allo sviluppo di prodotti tecnologici era tra 5 e 10 (a seconda di come si contano le persone in uscita dall’azienda e i freelance). Francesco, il nostro CTO, era appena entrato in azienda e io stesso ho cambiato ruolo passando al team prodotto. Ripensando adesso a quelle scelte mi rendo conto di quanto riflettessero la volontà di Giorgio (e di tutto il management) di spostare l’attenzione dal “prop” al “tech”, con l’intenzione di creare una perfetta armonia tra le due parti.

Q1 2021

Se ora riguardo indietro, e restringo la prospettiva ai soli ultimi 15 mesi, mi rendo conto di quanti risultati abbiamo raggiunto: 

  • Abbiamo rilasciato la nostra app per le visite da remoto. In sostanza, si tratta del primo strumento in Europa che permette a chi deve vendere casa di ricevere un’offerta senza nemmeno dover aprire la propria porta una singola volta. Inizialmente era un MVP, ma successivamente è stata rifattorizzata, e ora stiamo già lavorando a miglioramenti incrementali che crediamo possano cambiare radicalmente l’esperienza di vendita dei venditori in Italia e in Spagna;
  • Poco dopo l’inizio della pandemia e i vari lockdown in Europa, ci siamo impegnati per rilasciare una piattaforma di annunci immobiliari residenziali che fosse gratis per gli agenti immobiliari e con una UX e una qualità degli annunci superiori alla media. Abbiamo deciso che doveva essere online in 2 mesi e ce l’abbiamo fatta! Oggi abbiamo più di 2.600 annunci di terze parti nelle città in cui operiamo come Instant Buyer e un lead conversion rate che può essere paragonato a quello di player decisamente più consolidati (anche se, ovviamente, abbiamo volumi molto minori);
  • Collegato al punto sopra c’è il rilascio di Doris, la nostra piattaforma per agenti immobiliari. Per la prima volta in Europa, abbiamo reso possibile per i professionisti dell’immobiliare non soltanto la pubblicazione di un annuncio ma anche la ricezione di un’offerta di acquisto immediata da parte di un player industriale come Casavo;
  • Abbiamo rilasciato una serie di strumenti per supportare le attività legate alla natura capital intensive del nostro business (c.d. “Corporate Finance Suite”): si tratta di abilitatori fondamentali per i nostri meccanismi di finanziamento;
  • Abbiamo sviluppato uno strumento task- e decision-centric per la scalabilità delle nostre operations e per abilitare la gestione di centinaia di transazioni, assicurando l’integrità dei dati, l’automazione di task ripetitivi e il supporto del machine learning nella valutazione degli investimenti immobiliari;
  • Abbiamo acquisito Realisti.co, che ha portato in dote la tecnologia che è dietro le quinte del più grande provider di tour virtuali per l’immobiliare nell’Europa del Sud;
  • Il team è cresciuto da poche persone a più di 50. Spoiler per chi non l’ha mai provata: l’hypergrowth è veramente faticosa! Abbiamo introdotto in azienda un nuovo modello organizzativo che poggia le basi su Large-Scale Scrum (LeSS), sui principi delle flat organization e sugli sforzi fatti per disegnare una sana cultura aziendale. Il nostro obiettivo è dotare Casavo di un’organizzazione frattale.

Serie C: cosa ci aspetta adesso?

La recente iniezione di capitale e di fiducia guidata da Exor ci permetterà di potenziare gli sforzi per l’implementazione della nostra roadmap per il 2021 e il 2022 per il perseguimento di 3 macro-obiettivi:

  1. Scalare in maniera esponenziale le nostre transazioni con un focus specifico su strumenti task- e decision-centric così da rendere più semplice la gestione, il monitoraggio e l’esecuzione delle attività di base svolte dai team che alimentano la top line di Casavo;
  2. Contribuire alla nostra mission, ovvero cambiare il modo in cui gli europei vendono, vivono e comprano le proprie case, penetrando il mercato spagnolo così come stiamo facendo in Italia e aumentando la quantità di servizi che Casavo può offrire a venditori e acquirenti, coprendo una sezione sempre più ampia del customer journey;
  3. Semplificare l’esperienza di acquisto e vendita di immobili residenziali secondo la nostra vision di “freedom from complexity”, coprendo le esigenze di:
    • Venditori
    • Acquirenti
    • Agenti immobiliari

Per riassumere, continueremo a rafforzare il nostro ruolo di forza trainante in Europa per la digitalizzazione del processo di vendita e acquisto di unità residenziali, con l’obiettivo di portare benefici a tutte le persone coinvolte in questi processi. Crediamo che un mercato immobiliare più trasparente, comprensibile e accessibile potrà rendere almeno un po’ migliore la vita degli europei, supportandoli durante uno degli eventi più complicati e emotivamente intensi della vita.

Più di tutto il resto, però, questo round di finanziamento significa una cosa: possiamo continuare ad alzarci ogni mattina con la consapevolezza di aver appena iniziato un viaggio che dobbiamo proseguire con entusiasmo e passione.

It’s always day 1.

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