Cosa rende un’azienda NON Data-Driven? Le red flags da tenere a mente

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Redazione -

Data-Driven Company, cosa significa? Ma, soprattutto, cosa rende un’azienda NON Data-Driven (o prodotto-centrica)?

Si tratta di una domanda super interessante alla quale ha risposto Alessandro Pacilio, Head of Product @ The Data Appeal Company, in una delle nostre Product Pills, il podcast di Product Heroes che in cinque minuti risponde alle domande più votate della community. 

Se il tema vi interessa particolarmente, abbiamo già parlato di Data Driven Products e best practices per organizzare e sfruttare i dati nel nostro blog di Product Heroes.

Cosa vedremo in questo post:

  1. Cosa significa essere Product-Driven?
  2. L’orientamento al cliente
  3. Essere Data-driven
  4. Il modello di business
  5. L’orizzonte temporale
  6. La Governance
  7. Non esiste il bianco e il nero
  8. Supporto sì o no?
  9. Agile

Cosa rende un’azienda NON Data-Driven?
Le red flags da tenere a mente

Cominciamo dalle basi: cosa significa essere Product-Driven?

Probabilmente, tutti noi abbiamo una comprensione per lo meno intuitiva di quello che significa, ovvero mettere il cliente al centro e fare le cose in maniera agile, veloce, soprattutto se parliamo di prodotti digitali.

Nello specifico, però, sappiamo all’atto pratica cosa significhi essere una Data-Driven Company? Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, dunque se lavoriamo in un’azienda che dice di essere Product-Driven (ma in realtà non lo è), possiamo avere degli strumenti necessari per scoprire quali sono le red flags e i punti di interesse a cui prestare particolare attenzione.

L’orientamento al cliente

Il primo strumento – nonché sicuramente il più importante – è l’orientamento al cliente.

Essereproduct-driven” significa essere “customer-driven”, ovvero mettere il cliente al centro di tutto quello che l’azienda fa. Questo si traduce nell’attuazione di processi di contatto con il cliente e di ricerca, nel collezionare i feedback in maniera continua e strutturata, nell’avere una grande attenzione all’esperienza utente. Sostanzialmente? ASCOLTARE IL CLIENTE.

Quindi, se l’azienda NON ha queste pratiche strutturate, sicuramente questo è già un punto a cui prestare attenzione.

Essere Data-driven

Significa anche “essere data driven“, ovvero misurare, avere una mentalità sperimentale. Conseguentemente, però, essere anche disposti a cambiare la propria opinione o le proprie strategie a seguito dei risultati e delle misure che si ottengono.

Perché se stiamo facendo un esperimento ma, quando entro in questo esperimento, so già quello che voglio che sia il risultato, non sto facendo un buon lavoro dal punto di vista della metodologia sperimentale. 

Il modello di business

Poi bisogna sempre fare attenzione anche a qual è il modello di business di un’azienda.

Da dove arrivano i soldi? Quali sono gli asset aziendali più forti?

Se io sono un’azienda che produce dei prodotti fisici e il 90% del mio revenue proviene dalla produzione di questi prodotti, allora è chiaro che il sito che il mio sito e-commerce avrà un’importanza diversa rispetto al fatto che io sia un’azienda o un’app dove il mio unico prodotto, il mio unico asset, effettivamente è il prodotto digitale, quello che io vendo.

L’orizzonte temporale

Collegato a questo aspetto, c’è anche da chiedersi qual è l’orizzonte temporale più comune dove questa azienda si muove.

Se ci muoviamo solo a breve termine o solo a lungo termine, entrambi questi possono essere dei punti che richiedono attenzione. Dovremo riuscire a trovare un bilanciamento fra le cose che io faccio per vendere oggi e la roadmap, la mia visione di quello che farò per vendere domani, per portare valore ai miei clienti nel futuro. 

La Governance

Un altro aspetto sicuramente importante riguarda la parte di governance.

Quindi come vengono prese le decisioni in azienda? Quali sono i dipartimenti più influenti (e anche quelli più pagati)? Nella cultura aziendale, come vengono raccontate le cose chi si prende il merito o il demerito se le cose funzionano, oppure no?

Guardare questi aspetti con una certa attenzione sicuramente può dare già un’indicazione su quali sono i rapporti di potere all’interno di un’azienda.

Se il reparto vendite è quello che prende tutto il merito o tutto il demerito, e il prodotto non viene mai preso in considerazione, sicuramente questo può essere un elemento utile a valutare l’azienda complessivamente. 

Cosa rende un’azienda NON Data-Driven?

Non esiste il bianco e il nero

Molto probabilmente non esiste il bianco e il nero: esistono diversi gradi e non è neanche giusto essere completamente integralisti da questo punto di vista. Ovviamente, le vendite sono super importanti, però la mentalità product-driven dice una cosa ben chiara: il cliente è al centro, i suoi bisogni sono al centro.

Io sono focalizzato nel portare valore a lungo termine verso questo cliente, anche a costo di perdere qualcosa in termini di vendite nel breve termine. Se l’azienda non è assolutamente disposta ad accettare questa scommessa, questo può essere un motivo di allarme.

Supporto sì o no?

Un altro punto potrebbe essere una mentalità molto transazionale.

Quindi, aziende in cui ci si dice: a me di fornire supporto interessa relativamente, non ho una grande visione a lungo termine, quello che voglio fare è vendere, vendere oggi, proporre questo prodotto che io ho fatto, anche se non voleva nessuno.

Fintanto che lo vendo oggi va bene. Poi, quello che succederà domani si vedrà. Questo chiaramente è un approccio un po’ preoccupante e indubbiamente non Product-Driven.

Agile

Importante anche citare la metodologia agile.

Si sente spesso dire: ma come, io non sono Product-Driven? Facciamo gli sprint, abbiamo la metodologia, lavoriamo in Scrum, abbiamo i Product Owner, eccetera.

È chiaro che questo confonde il mezzo con il fine. Seguire le pratiche agile non implica automaticamente che queste pratiche siano applicate nella maniera corretta.

Se io ho un backlog, ma tutto quello che c’è dentro il backlog non arriva dai clienti, non è misurabile, significa che non ha assolutamente nessuna focalizzazione sul creare valore a lungo termine, ma è puramente transnazionale. In questo modo, stiamo applicando una metodologia che appartiene al mondo all’interno di un’azienda che però di fatto ha un altro obiettivo e fa un’altra cosa.

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