Product Manager: cosa fa, chi è, e perché è un ruolo centrale

Product Manager: cosa fa, chi è, e perché è un ruolo centrale

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Product Manager: cosa fa, chi è, e perché è un ruolo centrale

Il Product Manager (PM) è il principale responsabile della strategia e dello sviluppo di un prodotto, sia esso fisico o digitale.

In questo articolo approfondiremo il ruolo del PM in ambito tech e digitale. Quindi, se ultimamente senti nominare spesso la parola Product Manager e vuoi saperne di più, oppure sai già chi è, ma non hai ben chiaro che cosa fa, sei nel posto giusto!

A fine lettura, avrai una overview della figura del PM e delle sue responsabilità.

[Se ti va, su Product Heroes abbiamo parlato anche di quanto guadagna un Product Manager, le Hard Skills e le Soft Skills che un PM dovrebbe avere, e come diventare un Digital Product Manager.]

Ecco cosa scoprirai in questo post: 

Cosa fa un Product Manager?

Quando mi sono avvicinata al mondo del digital, anni fa, non sapevo cosa volesse dire fare il Product Manager“; credevo, ingenuamente, che il mondo digitale fosse fatto di sviluppatori e di esperti di advertising (digital marketing).

Non è passato molto prima che capissi che all’interno di un’azienda di prodotto (digital) non poteva non esserci un PM. Però, il problema, se così può essere definito, è che quando si parla della figura del Product Manager le interpretazioni sono tra le più varie e disparate.

Differenza tra prodotto e servizio

Partiamo, chiarendo la differenza che c’è tra un prodotto e un servizio.

Quando, durante i colloqui, chiedo ai candidati che cosa intendono quando dicono di voler lavorare con il prodotto, la risposta che ricevo più frequentemente è:

Il prodotto è qualcosa di tangibile, che ha un confine ben definito”.

Certo, giusto, ma credo in questa definizione solo in parte; quindi, userò una metafora per farti comprendere meglio ciò che intendo: 

Quando si va in un negozio, la prassi è quella di trovare abiti preconfezionati e in colori standard; l’unica cosa che si può “personalizzare” è la taglia.
Se si va da un sarto, invece, questo prenderà le nostre misure, ascolterà le nostre esigenze e cucirà un abito perfettamente adatto a noi. 

Per me la differenza tra un prodotto ed un servizio è come la differenza tra un abito “preconfezionato” di una catena di negozi e un abito fatto su misura da un sarto.

Ecco, io credo che il prodotto digitale sia qualcosa che viene costruito, ottimizzato e poi venduto “così com’è”, con qualche piccola personalizzazione mentre il servizio, al contrario, nasce da un rapporto esclusivo ed è costruito per rispondere perfettamente alle esigenze di uno specifico cliente. 

Praticamente, ciò che distingue l’uno dall’altro è la tangibilità. Sì, perché il servizio è qualcosa d’intangibile, mentre il prodotto è qualcosa di tangibile che possiede una forma e delle caratteristiche precise e che nasce per risolvere i bisogni degli utenti.

I compiti di un PM

Fatta questa premessa, ti starai chiedendo: “quindi, il Product Manager cosa fa?

Il Product Manager si occupa di scoprire i problemi degli utenti al fine di poter creare un prodotto che risponda ai loro bisogni.

Quindi, ritengo che la sua mansione principale sia quella di costruire e definire il “cosa” e il “perché”.

In soldoni, il PM studia il mercato, e attraverso il coordinamento del proprio team, definisce le caratteristiche e i confini del prodotto al fine di garantirne il successo. Tutto questo si traduce in un lavoro che nel day-by-day include strategia, pianificazione e sviluppo.

In generale, i compiti principali di un Product Manager sono: 

Quest’ultimo compito, in particolare, è molto importante; perché capita che alcuni PM si dimentichino di condividere la vision di prodotto, oppure, se all’inizio lo fanno, dopo dimenticano di ricordarla a tutti gli stakeholders. Ricordati che avere la Product Vision chiara al 100% è un grandissimo risparmio di tempo e denaro!

Certo, far sì che ciò avvenga è davvero un lavoraccio, ma quando ci si riesce diventa anche molto più facile dire di “no” ed evitare di continuare a distrarre il team con richieste provenienti dall’esterno.

Quindi, se è chiaro dove si vuole andare, risulta anche più semplice identificare quali sono le cose che sviano il team dal raggiungere la meta e limitarle e circoscriverle. 

Product Manager: chi è?

Capito cosa fa, finalmente, possiamo definire chi è il Product Manager.

A tal proposito, ti consiglio di guardare qui sotto l’intervista fatta a Marco Imperato, Founder di Product Heroes, nella quale spiega in maniera chiara e semplice chi è il PM e le peculiarità del suo ruolo. Se invece vorrai guardarla a fine articolo, puoi fare un salto sul canale YouTube o ascoltarla sul Podcast di Product Heroes.

Detto questo, diciamo che le definizioni, attribuite alla figura del PM sono tra le più disparate: c’è chi lo definisce il CEO del prodotto, chi lo definisce un tuttofare o colui a cui ti rivolgi quando in azienda non sai a chi chiedere.

Forse sono definizioni un po’ stereotipate, certo, ma in parte sono vere.

Di fatto il PM è il principale responsabile del prodotto e tale responsabilità richiede che sia proprio la sua figura a occuparsi di definire la strategia, pianificare, sviluppare per poi lanciare il prodotto sul mercato.

Ci tengo a specificare che il PM fa parte del team di prodotto, team composto da più figure che lavorano sinergicamente.

Le tre figure principali sono: 

  1. Product Manager;
  2. Sviluppatore (Developer);
  3. Designer.

Insieme, si occupano di dare alla luce il miglior prodotto possibile, in grado di rispondere e soddisfare una determinata esigenza/bisogno di mercato.


Il Product Manager non è il Project Manager

Bada bene, il Product Manager non è il Project Manager!

Il Project Manager definisce il “come” e il “quando” ed è colui che batte i tempi e che tiene insieme i pezzi. Si occupa, principalmente, dell’intero processo di gestione di un progetto; dunque, dal suo avvio fino alla sua chiusura rispettando le scadenze e le specifiche richieste. Poi, una volta che il progetto è finito, il Project Manager passa a quello successivo.

Il Product Manager, invece, rimane responsabile del prodotto creato e del suo successo per tutto il ciclo di vita.

Detto questo, non credo ci sia una risposta univoca su chi è il Product Manager ed è proprio questo l’aspetto fondamentale: il PM deve capire le diverse aspettative, l’ambiente in cui opera e adattarsi di conseguenza.

Cosa studia un Product Manager? Qual è il background?

Ho fatto colloqui a tantissime persone che volevano ricoprire questo ruolo e credo, sinceramente, che non ci sia un unico background possibile.

Io per prima, vengo da un mondo totalmente differente da quello del Product nel mondo digital (mi occupavo della definizione di tariffe telefoniche in un noto operatore del settore TLC), quindi ti anticipo che non è necessario possedere delle competenze tecniche per approcciare questo mestiere.

Ti ho fatto questa premessa, perché in Italia, solitamente, il Product Manager è una persona che viene dal mondo business; all’estero, invece, sono spesso degli sviluppatori che come step di carriera passano al Product Management.

Uno sviluppatore può essere PM?

Il fatto che in Italia, la figura del PM provenga prettamente dal contesto del business, non toglie che anche persone con altri background – come quello di sviluppatore, ad esempio – possano diventare Product Manager.

Perciò, se si ha la possibilità di poter assumere uno sviluppatore come PM, credo sia importante essere sicuri che la persona voglia veramente fare questo lavoro; bisogna quindi capire se c’è la voglia di fare uno step di carriera, smettendo di scrivere codice, per coordinare lo sviluppo di un prodotto.

Questo non significa che il PM debba per forza essere uno sviluppatore o debba necessariamente saper scrivere codice, però è importante che sia predisposto a imparare il linguaggio tecnico; altrimenti, sostenere una conversazione con uno sviluppatore diventerebbe molto complicato, oltre a essere una possibile fonte di facile fraintendimenti all’interno del team.

Cosa pensano gli sviluppatori del PM

Se chiedeste a degli sviluppatori cosa si aspettano da un Product Manager, ricevereste le risposte più varie: c’è chi si aspetta che faccia tutte le attività che non fa lui, che gestisca i meeting e che dica loro cosa fare.

C’è chi si aspetta che sia un super tecnico a cui rivolgersi quando c’è da fare l’architettura di un nuovo prodotto o che sia un fenomeno di query SQL, a cui poter chiedere qualunque dato, oppure, c’è chi si aspetta un esperto di design che gli dica come disegnare il prodotto. 

In realtà, è sempre bene definire le responsabilità e i task di ogni figura all’interno del team, in modo da evitare confusione.

La cosa più importante è l’attitudine

Volendo trovare un “fil rouge” che non può mancare nel profilo di una persona che vuole avvicinarsi al mondo del Product, direi che è, fondamentale, la sua attitudine.

Questa, infatti, molto più di qualsiasi competenza tecnica specifica, gioca un ruolo indispensabile nel successo di un Product Manager. 

Un PM, infatti, dovrebbe essere in grado di mitigare eventuali divergenze tra i team aziendali, gestendo senza troppi problemi un team cross-funzionale (che potrebbe includere il team di prodotto, il team di sviluppatori, il team di vendita e il team di assistenza clienti) coeso e centrato verso gli obiettivi.

Non a caso, prima di essere assunta, ricordo che il CTO della mia azienda mi disse:

“È fondamentale che io scelga il giusto PM, perché il PM è quello che può farmi scappare gli sviluppatori!”

Quindi il PM non solo deve avere una certa empatia con i suoi clienti/utenti, così da potersi immedesimare nei loro problemi per riuscire a trovare una soluzione adeguata che migliori, ogni giorno, il prodotto e ne massimizzi il valore; ma deve mostrare la stessa predisposizione anche nei confronti di chi lavora con lui. A quanto pare, soprattutto, con gli sviluppatori 😉

Le caratteristiche fondamentali di un PM

Quindi: essere simpatici e sorridenti è fondamentale!

Essere una persona sufficientemente strutturata per coordinare le attività di un team allargato e sufficientemente creativa per leggere tonnellate di dati e tirarne fuori qualcosa di utile. 

Perché non dimentichiamoci che il PM deve anche saper monitorare gli obiettivi di business e agire per massimizzarli, avendo in mano alcune delle principali leve per il raggiungimento dei KPI aziendali.

Tuttavia, una parte significativa dei doveri di un PM consiste nell’essere un leader.
Questo significa che parti delle sue competenze dovrebbero concentrarsi sull’essere in grado di guidare e supportare le persone, oltre al costruire un team forte durante tutto il processo di produzione.

Inoltre, per concludere, avere una conoscenza basica di tecnologia, ma soprattutto esserne curiosi, non guasta.

Vuoi diventare un PM?

Insomma, dopo tutte queste considerazioni probabilmente sarete ancora più confusi su chi è e che cosa fa veramente un PM… Però se siete arrivati fin qui a leggere, vi voglio dire una cosa che sicuramente è vera per me:

È uno dei lavori più divertenti e vari che esistano!

Perciò se questa professione ti ha incuriosito e stai già cominciando a fantasticare su cosa fare per poterci diventare, ti lascio questo articolo che, sicuramente, renderà tutto più chiaro: Product Manager si nasce o si diventa?

Dopo di che, se hai già tantissima voglia di entrare in azione, puoi cominciare prenotando il tuo posto al prossimo Master di Product Heroes.

Se, invece, nuoti già bene in queste acque e vuoi trovare una posizione lavorativa su misura per te, puoi dare un’occhiata alla job board, dove troverai offerte lavorative specificatamente del settore.

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Poi, se volete farvi due risate capendo un pochino cosa viviamo tutti i giorni… date un occhio a questo filmato che mi ha girato qualche tempo fa un mio compagno di (dis)avventure nel mondo del Product.

Emanuela Premoli

Dopo 1 anno in consulenza e 5 anni in Vodafone, entra a far parte di MotorK come Product Manager nel 2017. Oggi ricopre il ruolo di Head of Product per il prodotto B2C di MotorK (DriveK), con un team di 4 persone. Nel tempo libero, pratica sport, fa corsi di crescita personale, ma soprattutto investe ogni suo risparmio in viaggi.

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