Dall’accessibilità web e digitale al design inclusivo: un approccio olistico

Cosa intendiamo per accessibilità web e digitale? Normalmente ci si riferisce alla facilità d’uso di un sito web, un’app o un dispositivo da parte di persone con disabilità. Ciò include la possibilità di utilizzare tastiere, screen reader, e altre tecnologie assistive per navigare e interagire con il contenuto.

L’accessibilità è importante per garantire a tutti gli utenti di accedere e utilizzare il contenuto in modo equo e indipendente.

Nel 2022, negli Stati Uniti, ci sono state più di 4.000 cause per violazione dell’Americans with Disabilities Act (ADA), una legge antidiscriminazione del 1990 che consente alle persone con disabilità di fare causa alle aziende che vendono servizi e prodotti sul territorio statunitense attraverso siti web o app non accessibili.

In Italia, nel novembre 2022, una normativa simile, nota come Legge Stanca, è stata estesa dalla pubblica amministrazione alle grandi aziende private con un fatturato medio, negli ultimi tre anni, di cinquecento milioni di euro.

Cosa intendiamo per accessibilità web e digitale? Normalmente ci si riferisce alla facilità d'uso di un sito web, un'app o un dispositivo da parte di persone con disabilità
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Questa estensione si allargherà presto anche alle aziende meno grandi. Il tutto in linea con l’obiettivo della direttiva europea di uniformare le normative nazionali entro il 2025, per migliorare l’accessibilità di una varietà di prodotti e servizi nel mercato europeo.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa il 16% della popolazione mondiale, oltre 1 miliardo di persone, ha una qualche forma di disabilità. È probabile che nei paesi con una popolazione anziana, come l’Italia, questa percentuale sia maggiore, anche se proprio sull’Italia mancano dati precisi.

Accessibilità web e digitale: uno sguardo ai tipi di disabilità e linee guida internazionali

Le disabilità sono comunemente suddivise in visive, uditive, motorie e cognitive. Persone con disabilità visive che usano uno screen reader non riusciranno a interagire con app o siti web che non supportano l’uso della tastiera o che non seguono gli standard HTML.

  • Persone con difetti della vista potrebbero avere difficoltà a leggere testi di piccole dimensioni o poco contrastati se non possono adattarli alle loro esigenze;
  • Persone con sordità potrebbero incontrare difficoltà nella comprensione di testi complessi o nell’utilizzo di servizi audio;
  • Persone con disabilità motorie agli arti superiori potrebbero avere difficoltà nella navigazione su siti web e app che non sono accessibili con la tastiera;
  • Persone con disabilità legate alla memoria potrebbero trovare difficoltà nella navigazione di pagine con molte informazioni che appaiono automaticamente interrompendo la loro esperienza. 

Questi sono solo alcuni tipi di problematiche che possono sorgere per le persone con disabilità o per chiunque debba, ad esempio, ad utilizzare uno smartphone in ambienti molto luminosi, o a navigare un sito con un braccio ingessato o in momenti di particolare stress o stanchezza.

Esistono delle linee guida internazionali, le Web Content Accessibility Guidelines (WCAG), che, assieme ad altri standard del W3C, definiscono le regole e le best practice da seguire per creare prodotti digitali accessibili e usabili da una vasta gamma di persone.

La prima buona notizia è che esistono degli standard, alcuni dei quali sono già conosciuti dagli sviluppatori. Questi standard sono inoltre ispirati ai principi del design universale: andando incontro alle esigenze più particolari si cerca di aumentare l’usabilità per tutti gli utenti.

La seconda notizia, meno positiva, è che nel loro complesso, gli standard W3C per l’accessibilità sono ancora poco diffusi e conosciuti, e da soli non sono sufficienti. Scopriamo perché.

Cosa troverete in questo articolo:

  1. Quando l’accessibilità è un problema tecnico 
  2. L’accessibilità web e digitale come approccio olistico
    1. La motivazione per un’azienda
    2. La strategia
    3. Il processo
  3. Accessibilità & design inclusivo: conclusioni

Quando l’accessibilità è “un problema tecnico” 

Il modo più diffuso di affrontare l’accessibilità consiste nel delegarla completamente agli specialisti e considerarla solo come un problema tecnico da risolvere possibilmente di rado. Questo approccio è motivato esclusivamente dalla volontà di evitare rischi legali e sanzioni; inoltre, rivela un pregiudizio nei confronti delle persone con disabilità, considerandole non autonome nell’utilizzo di servizi digitali.

Uno dei limiti di questo approccio è che dipende interamente:

  • dalla disponibilità degli specialisti di accessibilità, che sul mercato sono scarsi
  • dalla buona volontà e competenza dei designer e degli sviluppatori, che spesso non sono adeguatamente formati, né riescono a trovare il tempo per gestire questo aspetto in modo appropriato.

Questo approccio, oltre a non essere scalabile, potrebbe essere inefficace e poco duraturo, poiché l’accessibilità verrà trascurata non appena cambiano le priorità o le risorse coinvolte.

Per facilitare il lavoro di chi deve seguire le linee guida, e ottenere risultati duraturi e tangibili, è necessario cambiare la mentalità e il modo di lavorare all’interno delle aziende. Il tutto affinché l’accessibilità diventi un aspetto strutturale.

L’accessibilità web e digitale come approccio olistico 

Un approccio maturo alla gestione dell’accessibilità prevede di stabilire un programma di accessibilità con policy e procedure per incorporare l’accessibilità nell’organizzazione aziendale. Nel 2019 è stato creato lo standard ISO 30071-1, che fornisce una guida per incorporare l’accessibilità nel processo di creazione del prodotto in modo olistico e duraturo. Come descritto in Inclusive Design for Products” di Jonathan Hassel – esperto di accessibilità che ha guidato la creazione dello standard – motivazione e strategia sono cruciali per avviare il processo vero e proprio.

La motivazione per un’azienda

Cosa spinge un’azienda a tenere conto dell’accessibilità? La riduzione del rischio legale e delle sanzioni, sebbene importante, non può essere l’unico obiettivo. 

Il business dovrebbe valutare diversi vantaggi, come:

  • estendere la base clienti vendendo a più persone; 
  • rendere il prodotto più facile da usare per tutti gli utenti; 
  • fornire agli utenti una buona esperienza del brand; 
  • distinguersi dalla concorrenza diventando un modello di eccellenza; 
  • accedere ai mercati dove l’accessibilità è un requisito per selezionare fornitori e per partecipare a gare;
  • innovare attraverso la ricerca con una varietà di utenti.

Queste sono tutte motivazioni che inquadrano l’accessibilità in una prospettiva che porta vantaggi sia all’azienda che agli utenti, con e senza disabilità.

La strategia

Dopo aver acquisito una maggiore consapevolezza sulle motivazioni, bisogna stabilire come raggiungere gli obiettivi di accessibilità, e identificare le responsabilità di ogni ruolo coinvolto. La motivazione del team non nasce spontaneamente, ma è il risultato di una strategia ben definita che crea le condizioni per cambiare il modo di lavorare.

Designer e sviluppatori sono le figure che conoscono meglio le linee guida tecniche (e se non lo sono, devono essere formati). Tuttavia, il loro tempo è gestito da altri ruoli.

Le figure cruciali nella prioritizzazione dell’accessibilità sono i project managers, che gestiscono i tempi ed i costi dei progetti, ed i product managers (che devono lavorare in sinergia con il product designer), che decidono quali utenti e funzionalità il prodotto deve supportare.

Mentre i finance managers possono approvare o meno il budget per l’accessibilità, i legal managers decidono che tipo di rischio legale l’azienda è disposta a correre. I marketing managers, impostando le linee guida di un brand, possono incidere su alcuni criteri di accessibilità; gli strategy managers possono influire sul ruolo dell’accessibilità rispetto ad altri aspetti nella strategia generale del prodotto.

In sintesi, perché un prodotto sia accessibile, tutti i ruoli all’interno dell’organizzazione aziendale devono essere consapevoli della propria responsabilità. Il tutto mentre prendono decisioni che possono riconoscere o meno l’accessibilità come una qualità importante.

Il processo

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Dopo aver acquisito maggior consapevolezza sulle motivazioni e definito la responsabilità di tutti i ruoli, si può incorporare l’accessibilità nel processo di progettazione e sviluppo. Lo standard ISO 30071-1 consiglia di includere nel proprio processo, sia esso waterfall o agile, otto attività coerenti con il metodo dello user-centred design. L’attenzione verrà così spostata dalle linee guida ai bisogni degli utenti, che entrano nel processo contribuendo a migliorare il prodotto:

  1. Definire l’audience del prodotto
    Tenendo conto che alcuni servizi potrebbero essere destinati ad un pubblico specifico o ristretto, bisogna definire l’audience potenziale, inclusi gli utenti con disabilità, basandosi su statistiche generali se non sono disponibili dati specifici a riguardo.
  2. Definire gli obiettivi dell’utente e il contesto d’uso
    Analizzare le attività primarie e secondarie che l’utente può compiere su un prodotto, e la loro gerarchia, serve per prioritizzare l’accessibilità in modo coerente a partire dai flussi utente più importanti.
  3. Definire le esigenze di accessibilità degli utenti
    È possibile definire le esigenze dell’utente facendo riferimento agli standard di accessibilità o includendo utenti con disabilità nella ricerca con gli utenti. È poi necessario comunicare le esigenze a tutto il team utilizzando le personas, personaggi immaginari che rappresentano tipi di utente.
  4. Definire i requisiti di accessibilità
    Questi sono i requisiti funzionali che dovranno essere seguiti da designer, sviluppatori e content editors, e di solito si basano sulle linee guida WCAG.
  5. Definire l’approccio al design
    È opportuno iniziare con una progettazione universale per tutti gli utenti. Per alcune funzionalità potrebbe essere necessario prevedere delle opzioni alternative o la possibilità per l’utente di personalizzare l’interfaccia.
  6. Garantire che i requisiti di accessibilità siano soddisfatti
    Il team deve stimare e prioritizzare l’accessibilità per ogni funzionalità, tracciando i requisiti nel backlog e testandoli il prima possibile.
  7. Comunicare l’accessibilità
    È necessario pubblicare una dichiarazione di accessibilità utile a rispondere ai dubbi degli utenti nel caso in cui riscontrino problemi.
  8. Garantire la manutenzione dell’accessibilità
    Dopo il lancio iniziale del prodotto, è necessario pianificare la manutenzione e il miglioramento dell’accessibilità durante tutte le successive attività evolutive.

Elementi chiave di questo processo sono:

  • le decisioni giustificabili che il team dovrà prendere quando non sarà possibile seguire tutte le linee guida per tutte le funzionalità;
  • il log di accessibilità, dove si dovranno documentare tutte le attività e le decisioni.

Questo documento può essere utilizzato in caso di controversie, per documentare l’accessibilità quando si partecipa a gare che la richiedono, sia per scrivere la dichiarazione di accessibilità richiesta dalla Legge Stanca o per dimostrare l’aderenza allo standard ISO 30071-1 stesso. 

Accessibilità & design inclusivo: conclusioni

Considerare l’accessibilità solo come un problema tecnico, e affidare gli sforzi esclusivamente alle figure del team che creano il prodotto, non è una strategia efficace e duratura. L’attenzione dedicata nella fase iniziale si perderà non appena si presenteranno altre priorità.

Un approccio più maturo deve incorporare l’accessibilità in modo strutturale sia a livello organizzativo che nel processo di creazione del prodotto.

Lo standard ISO 30071-1 fornisce gli strumenti per attuare questo passaggio, mettendo al centro del processo l’utente e i suoi bisogni, piuttosto che le tradizionali linee guida WCAG.

Non è un aspetto secondario, se si considera che la conformità completa a tutte le linee guida talvolta è difficile, soprattutto per prodotti con un alto contenuto visivo o video. Inoltre, le linee guida evolvono nel tempo e possono essere imperfette o inadeguate per le esigenze di alcuni tipi di disabilità.

Riportare gli utenti al centro del processo fornisce i criteri sia per guidare le scelte che realisticamente dovranno essere fatte quando si dovrà prioritizzare l’accessibilità, che per valutare l’effettivo miglioramento del prodotto. Se il design universale è un principio ideale, l’arte dell’inclusione consiste nel bilanciare questo ideale con ciò che è realistico (Hassell, Inclusive Design for Products, p. 89).

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Le slide sono disponibili per studenti ed ex studenti del Master in Product Management

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